© Albertina Dalla Chiara - 2022
Su invito del Bologna-Festival Albertina Dalla Chiara ed io tenemmo una conferenza-concerto dedicata a Ravel. Io feci le solite chiacchere dopodiché lei suonò "Gaspard de la nuit" e io mi deliziai ascoltando la delicatezza sfiorante di "Ondine" e i lugubri rintocchi del "Gibet". Mi chiesi come avrebbe reso la brutalità ossessiva richiesta da "Scarbo". Sorpreso dalla potenza di suono di Albertina Dalla Chiara, mi venne in mente l'analogia profonda ma poco nota, tra l'inizio di quella pagina diabolica e il pianismo percussivo di Bartók. Il caso volle che un paio di anni dopo tornassi ad ascoltare Albertina Dalla Chiara, questa volta a Verona, nella Sonata per due pianoforti e percussioni di Bartók (all'altro pianoforte sedeva Antonio Ballista). L'intuizione balenata a Bologna si rivelò azzeccatissima: il tocco percussivo e genialmente drammatico della pièce di Ravel rinasceva nella controllatissima aggressività della pagina bartokiana. Dunque: due volte "Chapeau"!
Enzo Restagno
Albertina Dalla Chiara, come pianista, ha avuto entusiastici apprezzamenti da musicisti, critici e musicologi. Tutti ammirano la prestanza del suo pianismo, il rigore filologico delle sue scelte, la sua grande espressività, la tecnica ineccepibile, e l'eleganza del suo stile. Ho avuto talvolta la fortuna di lavorare con lei in duo pianistico e, da parte mia, non posso che confermare questi apprezzamenti, aggiungendo però un'ulteriore qualità che la contraddistingue: lo "stato di grazia" che appare nelle sue esecuzioni e che le assicura sempre una rara comunicazione con il suo pubblico.
Antonio Ballista
Una serata di profonde emozioni, per il pubblico fiorentino amante della musica cameristica, è stata quella di Lunedì 17 novembre 2025, nella sala del Lyceum Club Internazionale di Firenze, dove, in collaborazione con gli Amici della Musica di Firenze, il folto pubblico ha potuto approfondire alcuni aspetti della musica pianistica e dell'estetica di Béla Bartók. Enzo Restagno, uno dei musicologi più illustri del panorama odierno, e la pianista Albertina Dalla Chiara hanno affrontato due capolavori emblematici dell'arte di Bartók e della sua maestria anche come pianista, a partire dall' Allegro barbaro BB 63, SZ 49, composizione che nel 1911 ha rivoluzionato il concetto di suono pianistico, e della quale l'interprete ha messo in luce la tellurica potenza percussiva e il fascino di un arcaismo senza tempo. La pianista ha poi offerto un'interpretazione raffinata e sensibile della Suite per pianoforte in quattro movimenti, op. 14, BB 70, SZ 62, un altro straordinario lavoro del 1916, del quale è stato evidenziato il profondo lirismo, tipico del canto popolare magiaro, con le sue melodie su scale pentatoniche e ritmi asimmetrici. Momenti di alta poesia sono stati anche i due meravigliosi fuori programma offerti da Albertina Dalla Chiara: Una sera in campagna, dai 10 pezzi facili Sz 39, e Dal diario di una mosca, dal sesto volume del Mikrokosmos, introdotti anch'essi dalle illuminanti parole del grande musicologo Enzo Restagno.
Eleonora Negri
Quirino Principe
Franco Agostini
Albertina Dalla Chiara ha studiato sotto la mia direzione nei corsi estivi musicali a Perugia nell’estate 1979. Io la ritengo di grande talento pianistico, capace di ottenere grandi successi, se messa nella possibilità di studiare sotto una buona direzione. Penso che le sarebbe molto utile studiare al Conservatorio di Mosca e sono d’accordo che le si conceda una borsa di studio.
Stanislav Neuhaus
Albertina Dalla Chiara segue dal 1982 gli studi nella mia classe presso il Conservatorio Statale di Mosca. È pianista di grande talento, la sua interpretazione attrae per la sincerità, il calore e senso artistico. È dotata di straordinarie capacità virtuosistiche.
Lev Nikolaevic Naumov
Albertina Dalla Chiara, allieva della mia classe superiore di perfezionamento alla Accademia Musicale di Basilea, conta tra i migliori allievi che io abbia mai avuto. È estremamente musicale con enormi capacità tecniche.
Rudolf Buchbinder